In te la luce, in te muore la pace
pietra squadrata, orgoglio dell’altare.
Rivedi i sacrifici, le miriadi
prostrate all’aura divampante, i sacri
detti di bronzo. Antico un colle
fu salito da deboli piedi. I tuoi davvero,
occhi rinati dalle glebe,
fiore dell’occidente. Rose che morse
l’affanno delle leggi cangianti, il fiume
delle civiltà declinanti. Come potesse
una benedizione avida, illusa
cambiare i mondi. Muto astro d’amore
tinge le spine che carne avida nutre. Continua a leggere
