Ha come sottotitolo Pluralismo, perché il mercato non basta il libro di Michele Polo Notizie s.p.a., Laterza 2010. Scritto da un economista, offre un chiarissimo quadro della condizione (quasi disperata, anche se Polo non vuol disperare) in cui versa in Italia l’informazione nel suo insieme. Appare chiarissimo che se non ci fossero Internet e le varie radio locali indipendenti il pluralismo sarebbe vicino allo zero, e nulla l’indipendenza degli informatori, considerati il duopolio televisivo RAI Mediaset, i potentati che gestiscono la tv satellitare, e il fatto che i consigli di amministrazione dei grandi giornali sono costituiti da azionisti che sono portatori di interessi economici colossali. Continua a leggere