Galline

Galline. Amore, amicizia, sesso e tradimento... e 50 splendidi anni

L’autorappresentazione di una classe sociale, di un gruppo, di un settore della società è sempre interessante. In Galline di Silvia Bergero (Rizzoli 2011), un romanzo che mette in scena un gruppo di cinque amiche della medio-alta borghesia milanese (età dai 49 ai 57 anni), troviamo appunto un’autorappresentazione collettiva. Quello che viene rappresentato è la coscienza di sé delle attuali cinquantenni della borghesia benestante. Sono professioniste, mogli di amministratori delegati, donne senza alcun problema economico, indipendenti, ovviamente con qualche lacerazione che può sfiorare la tragedia, a volte, ma senza raggiungerla mai. Vivono nella sostanziale accettazione del quadro socio-culturale in cui sono inserite, seguendo la moda, di cui sono sempre informatissime, tra shopping, mostre d’arte, viaggi, week-end al mare e ai monti, e lavoro ben retribuito. La Bergero scrive con leggerezza, e il quadro che ne esce è sostanzialmente ottimistico: sia per le cinque amiche come singoli soggetti, sia per la loro classe sociale. Gli elementi di disturbo (ad un certo punto finiscono dentro una rivolta a sfondo etnico in un quartiere di Milano popolato da immigrati) non sembrano scalfire la loro visione del mondo. Le loro inquietudini riguardano soltanto la propria realizzazione personale, e al massimo i loro rapporti di amicizia. Da questo punto di vista il quadro dipinto dalla Bergero è perfetto.