
Dissesto idrogeologico. Formula che ritorna continuamente nei media, e ha assunto il carattere di un mantra vuoto. L’Italia è sovrappopolata e ipercementificata, e con cemento di bassa qualità. Tuttavia si lamenta l’insufficienza delle nascite e delle costruzioni, anche se siamo ormai 60 milioni in un paese che è la metà della Francia. Non c’è una visione ampia e prospettica, si vive per emergenze. Si pensa in termini di sviluppo, e non di conservazione. Ciò che non viene conservato si dissolve. Come i muri a secco degli infiniti terrazzamenti costruiti dalla sapienza e dalla fatica di generazioni passate, che si sgretolano e lasciano il campo alla fanghiglia che le piogge riversano sugli abitati abusivi, incontrollati ed orrendi. Lo sviluppo ha assunto un carattere distruttivo, che si andrà accentuando nei prossimi anni. Il Ponte di Messina sarà il monumento (funebre) al Progresso Dissennato.
concordo in toto.
il progresso, quando è così superficiale, rischia di rivelarsi autodistruttivo.
poi bisognerebbe entrare nei dettagli, ovvero, nelle gare d’appalto che a bassissimi prezzi è ovvio non possano garantire alcuna sicurezza.