
Sendo adunque, uno principe necessitato sapere bene usare la bestia, debbe di quelle pigliare la golpe e il lione; perché il lione non si defende da’ lacci, la golpe non si difende da’ lupi. Bisogna, adunque, essere golpe a conoscere e’ lacci, e lione a sbigottire e’ lupi. Coloro che stanno semplicemente in sul lione, non se ne intendano. Non può per tanto uno signore prudente, né debbe, osservare la fede, quando tale osservanzia li torni contro e che sono spente le cagioni che la feciono promettere. E, se li uomini fussino tutti buoni, questo precetto non sarebbe buono; ma perché sono tristi, e non la osservarebbano a te, tu etiam non l’hai ad osservare a loro. Né mai a uno principe mancorono cagioni legittime di colorare la inosservanzia. Di questo se ne potrebbe dare infiniti esempli moderni e monstrare quante pace, quante promesse sono state fatte irrite e vane per la infedelità de’ principi: e quello che ha saputo meglio usare la golpe, è meglio capitato. Ma è necessario questa natura saperla bene colorire, et essere gran simulatore e dissimulatore: e sono tanto semplici li uomini, e tanto obediscano alle necessità presenti, che colui che inganna troverrà sempre chi si lascerà ingannare. (Machiavelli, Il Principe, Capitolo XVIII)
A ben guardar li fatti occorrenti a’ tempi nostri, che e nostri giorni tra riso e pianto dividono, ove el mondo intero sì come di pravità et mali costumi esser Italia essemplo vede, et ne lo prencipe suo Berlusco massime illustrati, parmi che cinquecento anni poco li italici costumi abbin mutato.
siamo sicuri che sono tanto semplici li uomini…?
;-)
Eh sì, siamo sicuri. Per la maggior parte sono alquanto sempliciotti.
eppure la mente umana è tra le più complicate da decifrare…
@Fabio, quando fai un post sulla storia del lupo?
(una volta hai scritto che l’uomo discende da lui in un certo senso…vorrei tu approfondissi).
ciao