
Il nome del prossimo presidente della BCE è davvero pieno di senso. Si sa che i Draghi amano i tesori, e solitamente li accumulano in caverne, ci dormono sopra, e ne sono i guardiani. Che la guardia all’oro sia affidata ai Draghi è stupefacente, ma non strano. Infatti, il Drago è un mostro primevo, un agente del caos, un nemico della città ordinata e del giusto e pacifico vivere degli umani. E il denaro, la cui circolazione è originariamente sacrificale e non ha mai perduto questo carattere, ha un lato mortale e distruttivo. Quindi è sacro, e va trattato con ogni precauzione, e su di esso deve vigilare una casta sacerdotale, che con i Draghi ha varie forme di commercio. I sacerdoti del denaro lo hanno sempre più smaterializzato, ma la sua natura sacra rimane intatta. Nel suo tempio, la Borsa, tutti i fenomeni e gli aspetti che dall’origine accompagnano il Sacro si manifestano con la massima intensità: reverenza, timore e tremore, entusiasmo orgiastico, mimesi intensa, panico, terrore, rischio mortale, contagio, annientamento. La Borsa è infinitamente lontana dalla scienza, e vicina all’altare dei sacrifici. E al Casinò. In entrambi i luoghi si gioca e si rischia: la ricchezza, la vita.