Il corpo di Bossi

Le ultime elezioni politiche hanno visto un grande successo della Lega Nord, che nel governo dell’Italia avrà un peso molto forte. L’Italia è uno strano Paese. E’ un Paese che ama molto le parole, che spesso vede la parola prevalere sul dato fattuale, coprirlo e annebbiarlo. Un Paese di avvocaticchi, di azzeccagarbugli, di notai. Un Paese ciarliero, in cui la parola viene spesa senza limiti e riguardi, fino al punto che essa si priva di efficacia comunicativa, di valore pragmatico. E alla parola subentrano i corpi e le immagini dei corpi: di qui l’importanza che Berlusconi ha sempre attribuito all’immagine mediatizzata del proprio corpo, tenuto in efficienza con ogni tecnica, sapientemente rifatto, disposto ad un inossidabile sorriso. Il corpo del capo conta molto nella comunicazione. La singolarità di Umberto Bossi è che il corpo che viene da lui ostentato e dato alla folla dei suoi seguaci idolatranti è un corpo vulnerato dalla malattia, un corpo sofferente, paraplegico, che si esprime con difficoltà. Ma un “Roma ladrona” emesso dalla bocca tesa in una smorfia è per i discepoli più confortante e potente di un discorso di analisi politica razionale. Tale è la dinamica di un movimento che ha in sé molto di sacro, e di un sacro sovversivo. La Lega non è affatto un partito italiano come gli altri. Anche perché è l’unico che non si senta italiano. E’ utile, in questo senso, visitare a fondo il sito ufficiale della Lega. Penso che pochi degli intellettuali italiani, gente salottiera e con la puzza sotto il naso, lo facciano: www.leganord.org . Là si trova anche lo statuto, che in un movimento politico è sempre importante, si pensi agli statuti di OLP e Hamas e a tutta la polemica sull’obiettivo della distruzione di Israele che vi era e vi è contenuto. E qual è il primo e fondamentale articolo dello statuto della Lega. E’ questo.

Art. 1 – Finalità

Il Movimento politico denominato “Lega Nord per l’Indipendenza della Padania” (in seguito indicato come Movimento oppure Lega Nord o Lega Nord – Padania), costituito da Associazioni Politiche, ha per finalità il conseguimento dell’indipendenza della Padania attraverso metodi democratici e il suo riconoscimento internazionale quale Repubblica Federale indipendente e sovrana.

Se uno Stato moderno possa accettare tranquillamente che al suo interno e nel suo parlamento esistano, senza alcun problema, movimenti politici che si propongono la fine dello stato medesimo e della sua sovranità (perché questo è, indiscutibilmente, il senso dell’articolo 1) mi pare una questione a cui si deve dare una risposta. Ma la lettura di questo articolo conferma la mia tesi: che nell’Italia di oggi le parole non sono prese sul serio da nessuno. Non è detto che sia un bene.

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