Taccuino di prigionia (18)

23 febbraio 1944. Forse tra qualche giorno uscirò dal “Lazaret”. La gola va bene. Soltanto ho qualche disturbo ai denti e poi mi sento molto debole.
Ho ridato alla “Sviesta” Clara il libro “Le avventure del cap. Hornblower” ed i giornali che si era interessata di farmi avere da quegli altri uff.li ricoverati. Ho passato qualche giorno leggendo. Da 4, 5 giorni mi hanno messo l’altoparlante in stanza; sicché sento la musica che i sigg. della stanza accanto i quali tengono la radio, mi fanno sentire.
Ho avuto 48 sloti da un uff. tedesco pagatore. Quando è venuto a farmi firmare credevo che volesse lui dei soldi e mi sforzai di fargli comprendere che non ne avevo. Invece poi… Leggi il seguito di questo post »

Micronote 11

 

  1. Se lo scontro con Cindia è sul costo del lavoro, è uno scontro già perso in partenza.
  2. Abbiamo una borghesia di cocainomani che vedono solo il presente immediato.
  3. In Vaticano girano molti soldi, lo si sa. E c’è potere, lo si sa. Ergo c’è anche Satana, lo si sa.
  4. Mi chiedo quale sia stata la tecnocarriera del vicetecnoministro Martone, che lo ha reso degno di essere chiamato a far parte del tecnogoverno.
  5. Dopo il governo dei tecnici avremo quello dei letterati?
  6. Chiunque invochi sacrifici ha l’obbligo morale di mostrare quelli che sta facendo lui. Se ha una morale. Lo comprendete questo, Monti e Napolitano? Leggi il seguito di questo post »

Taccuino di prigionia (17)

15 febbraio 1944. Al. cioè quel sottotenente tedesco ha diradato le sue visite. Forse s’è annoiato. Forse avrà tovato qualche persona di compagnia. Nella sua stanza ci sta pochissimo. Non gli piace star assieme a quei medici. (Infatti al mio posto in quella stanza c’è andato un altro er doctor). Così mi disse Al.
È venuto quel soldato dagli occhiali che vuota i pappagalli con le sigarette a pagamento. Dopo averle contate mi chiese i soldi. Allora le riprese.

16 febbraio 1944. È venuto Al con il rasoio. Me l’aveva promesso. Anzi mi aveva detto se ne volevo comprare uno alla Kantine. Possibile che non sappiano che gli internati sono trattati come sono trattati?
È venuto il dottore anche nel pomeriggio con una forse dottoressa o studentessa. M’ha visitato polmoni, cuore, reni, pressione. Mi ha contati i denti e dettava un sacco di fesserie alla froileine.
Ho sognato una convalescenza di 20 gg. Chissà perché 20 gg. anziché 15 o 40.?
L’altroieri mi hanno pesato: kg 70,5 mezzo vestito.

Celentani

Nel “Trattato degli Animali Inferiori pel Vulgo” di Augusto Franzini (1677) si legge “havvi una spezie de Vermi che habitano lo intestino, de’ quali è difficile la liberazione, che nel contado soglionsi chiamare Celentani”.

Taccuino di prigionia (16)

14 febbraio 1944. Terzo giorno di ospedale a Przemyls. Sono trattato come ufficiale. Nella stessa mia stanza c’è un capitano medico tedesco: leggo sulla tabellina nera: Unterartz dr. Glück j. 32, ecc. e poi un sottotenente: Leutnant Adolfinger j. 20. Il capitano è di Berlino il sottotenente è di Wuttemberg. Infatti si vede che è un tipo allegro e schietto. Si parla qualche parola in francese. Il dr.balbetta qualche parola in italiano poiché è stato in Sicilia.

Qualche ora dopo. Mi hanno portato in quest’altra stanza, solo. Forse è meglio. È venuto quel sottotenente a far quattro chiacchiere. Si balbetta un po’ di francese, di italiano, latino, qualche parola di russo. Insomma aiutandoci anche col disegno riusciamo a capirci. Eppure è triste non capire niente e non poter parlare con nessuno. Qui non c’è nessuno che parla francese. Credo che riuscirei a farmi capire discretamente in francese. Per capirlo poi, non ci vuol molto.

Taccuino di prigionia (15)

28 gennaio 1944. Sembra che la nostra partenza sia prossima. Oggi doveva esserci il bagno. Abbiamo avuto vino del Reno e 10 gallettine. L’altra sera invece abbiamo bevuto la vodca. Buona; credevo fosse una cosa assai diversa. È quasi uguale alla nostra grappa. Ce ne diedero 1/5 di litro. Per 1/4 d’ora tutti cantarono. Noi ne abbiamo cambiata una razione per 450 gr. di zucchero (cap. Gambarotta). Ci siamo bevuta l’altra razione che il cap. Poliani nel distribuirla aveva versata sul tavolo. Mario ha scontato 5 giorni di prigione per questo motivo: non si alzava dal letto per l’appello. Recidivo. Così il giorno del suo compleanno l’ha fatto in gattabuia. Io l’andavo a trovare e gli portavo il rancio. Gli ufficiali di guardia dei R R  carabinieri erano ragazzi giovani e alla buona. Mario se ne stava quasi sempre a letto. Infatti in quella stanzetta era sempre buio. E candele ne avevamo una sola, l’ultima che accendevamo per consumare la sbobba serale. Ho cambiato il mio maglione per 7 kg. di pane.

6-7  febbraio 1944. Giorni terribili. 40 per carro. Rinchiusi per 40 ore. Maledetti!

Taccuino di prigionia (14)

15 gennaio 1944. L’altro ieri ho fatto i 24 anni. Mario che aveva ricevuto il pacco da casa il 10 volle preparare la pastasciutta in mio onore.
Si fece una bella mangiata. Dal giorno 11 ci siamo trasferiti in questa baracca n.9. Nuovo Campo. Ci sembra peggiore per luce riscaldamento ed anche come ambiente. Ci sono degli alpini piuttosto anziani tutti veneti tra cui Borin di Venezia. Sento tutte le loro chiacchiere specie alla sera quando si mettono a letto. E confrontando con i vicini che avevo nell’altra baracca (tutti marocchini) trovo una differenza grande. Però Borin s’è dimostrato poco camerata con Mario. Volle 2 macedonia per una nazionale. Non voglio scrivere di più.
Adesso il vitto è migliorato. È poco ancora.

Taccuino di prigionia (13)

7 gennaio 1944. L’anno scorso 1943 com’è finito male! Con Mario le feste ce le siamo passate alla meno peggio. Avevamo un po’ di pane del baratto sveglia.

8 gennaio. Ho ricevuto una cartolina con mia somma gioia. È arrivata la commissione di cui tanto si era parlato. Tutte le supposizioni che avevano riempite le nostre giornate, facendoci sperare dio sa che ispirate condizioni per rientrare, crollarono appena vedemmo arrivare quel colonnello degli alpini. Poi ci parlò di assistenza, di interessamento per il miglioramento del trattamento, e infine disse qualcosa della situazione militare.
Accennò anche ai giovani italiani che imbracciavano le armi con gli inni del risorgimento sulle labbra. Lasciò capire che avrebbe ricevuto anche gruppi di noi per schiarimenti e per eventuali possibili facilitazioni ecc. Insomma una velata fine propaganda. Molti aderirono e sottoscrissero:
Dichiaro di aderire all’idea dell’Italia Repubblicana Fascista e di combattere con le armi nell’istituendo esercito repubblicano senza riserve anche sotto comando supremo tedesco.
Il 7 di bastoni decise la nostra adesione. 900 circa ufficiali firmarono.

Taccuino di prigionia (12)

24 dicembre 1943. La vigilia. Mario ha ricevuto una cartolina dalla famiglia tramite la Croce rossa. È stata una bella sorpresa ed il più bel regalo per Natale. Io spero ricevere tra giorni poiché altra posta sembra sia arrivata. Da Treviso hanno ricevuto parecchi ufficiali, tra cui Turchetto e Zucchegna.
Stanotte ho vegliato per cuocere i fagioli che Mario ha avuto come noleggio della bilancia. Ancora cinghia in questi giorni, sempre acqua nelle sbobbe!
Avevano promesso un rancio speciale per domani. Ma già è arrivata la smentita. Si parla con una certa sicurezza della partenza degli ufficiali effettivi. Molte supposizioni. Non parlo dei ricordi che mi inteneriscono.

Taccuino di prigionia (11)

20 dicembre 1943. Finalmente ci hanno dato la 2ª cartolina da scrivere a casa. Però siamo stati scalognati, a noi niente modulo per il pacco. Scriverò a casa che si interessino per farmelo avere tramite  la Croce rossa.
Ho messo in vendita l’unica maglia che avevo: il maglione regalo di Lisetta. Stamattina sono stato a Messa. Han fatto anche la Novena. Soliti ricordi!
Ieri sera ho visto il teatrino. Rivista di Guareschi. Alcuni quadri furono davvero interessanti. L’orchestrina suonò canzonette di qualche anno fa. Chiudendo gli occhi mi trsportai in Sala Balzaro. Un momento, quante cose si rievocano!
Dicono che a Natale ci sarà la pastasciutta. Intanto ci fanno fare una cinghia straordinaria.

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