Il tronco di un grande albero si innalza ricoperto di muschio. Cerco invano qualche abitatore della microforesta. Ma quando sento la parola muschio nella mia mente si apre sempre una finestrella spazio-temporale, in cui il muschio non si espande in verticale, e sono con mio padre e mio fratello a Roncegno nel 1958, in un bosco sulla riva destra del Brenta. Latifoglie e gruppi di acacie. Tappeti di muschio. E sul muschio i miei primi gialli finferli dal dolce odore acidulo, e una lenta salamandra gialla e nera. Un mondo alieno per me veneziano.

Daida Fiore ha detto,
febbraio 15, 2011 a 11:36 am
E’ vero! A volte i nostri ricordi d’infanzia sono legati alle impressioni ed ai sentimenti che ci hanno procurato. I tuoi tappeti di muschio,le mie scorribande sui campi incolti e gli assaggi di frutti precoci e proibiti, che mi hanno lasciato il dolceamaro di una meta raggiunta e mai dimenticata.
Patrizia ha detto,
febbraio 16, 2011 a 9:40 am
Non ho mai visto il muschio in verticale, anche io ho sempre visto tappeti di muschio, penso comunque che sia uno spettacolo della natura molto bello
Ciao, Pat
carla ha detto,
febbraio 25, 2012 a 6:28 pm
mi ha sempre affascinato la capacità del microcosmo(inteso in questo caso come mondo vegetale sotterraneo) di agire sulla parte intima dell’individuo estraendone la parte più molle…